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mister nicolino tobia assieme a Mister Nicolini, Allenatore e Preparatore 2.0

mister nicolino tobia assieme a Mister Bonetti, Allenatore 2.0

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Link to Presidente 2.0

Presidente 2.0 nel SCS

Core skills

Leadership e capacità di intervento; le 3 "R"

Obiettivo Relativo e Relazionale e il dirigente unico

Strategie presidenziali

Presidente o condottiero?

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mister nicolino tobia - P residente due.zero nel nuovo SCS

Il Presidente due.zero nel nuovo Sistema Calcistico di Squadra (SCS).

Il presidente ("p" minuscola) o il Presidente ("P" maiuscola) di una squadra di calcio, così come fino ad oggi lo abbiamo inteso, è e resta - fino alla sua fine calcistica - una semplice figura, molte volte figurante, ovvero rappresenta ciò che di più vecchio e superato non può più esistere in un SCS moderno e funzionale. Di presidenti 1.0 accentratori di un potere falsato, offuscato, basato sul presunto blasone mediatico e sul personale carisma, incapaci, conservatori e prosecutori di un nepotismo societario disastroso, oggi purtroppo ne è piena la società e soprattutto le società calcistiche. Presidenti 1.0 che non hanno 10 minuti a settimana per incontrare la squadra e personalmente tutti i calciatori a rotazione; presidenti 1.0 con doppie-triple-quadruple cariche: Presidente, Sponsor, DS, Allenatore, Preparatore, Osservatore; Addetto Stampa, ecc. ecc.; presidenti 1.0 che "fanno" regolarmente la formazione da mandare in campo; presidenti 1.0 che sono incapaci di parlare chiaro e forte a ciascuna figura societaria; presidenti 1.0 che urlano dagli spalti; sono stati, sono e saranno la rovina del calcio. Allora chi è un Presidente 2.0 in un SCS? Un Presidente 2.0 è quella figura societaria formata da 4 blocchi principali: 1) preparazione e competenza, sia specifiche che trasversali (core skills) che riescano a fare una semplice cosa: convertire le CONOSCENZE in COMPORTAMENTI ; 2) capacità di comando (leadership) e capacità di intervento in qualsiasi settore societario (pianificare, modificare, controllare); 3) dialogo e colloquio (che sono 2 cose diverse, come un allenatore 1.0 e un Allenatore 2.0); e - in ultimo, ma non per ultimo - 4) CAPACITA' di DELEGARE. Questi 4 blocchi, che analizzeremo concretamente svelandone la genesi e la posta in essere in tesi, antitesi e sintesi, "fanno" un Allenatore 2.0 "sufficiente e necessario" per gestire in maniera sana e costruttiva una società di calcio, di qualsiasi categoria, appartenente ad un (ti invito a leggere nella sezione appropriata) Sistema Calcistico di Squadra (SCS). Sei un presidente? Sì, perché non conglobi i blocchi descritti. E' Presidente 2.0 colui il quale pone in atto attraverso azioni, ma anche negazioni; attraverso fatti ma anche disfacendo un settore societario; con posizioni, ma anche con vere imposizioni quanto presentato sommariamente nei 4 "blocchi" che un Allenatore 2.0 deve possedere. E se non sei un Allenatore 2.0, ma una specie di allenatore-padre-padrone, NON CI SONO PROBLEMI: se davvero credi nel SCS, se davvero intendi formare una Squadra 2.0 allenata da un Allenatore 2.0, seguita magari da un Preparatore 2.0, ecco che la primissima cosa che devi fare è domandarti queste 2 cose: 1) "POSSO CAMBIARE?" e 2) "VOGLIO CAMBIARE?" Se rispondi ad entrambe le domande, SI', sarai in grado di trasformarti da 1.0 a 2.0 Se invece, anche solo una risposta è NO, puoi far credere di essere un Presidente 2.0 - così come puoi far credere che gestisci una Squadra 2.0 - ma alla fine della fiera sei e resterai un allenatore 1.0 Ma una precisazione è d'obbligo: la trasformazione da presidente 1.0 a Presidente 2.0 non è esente da sforzi, rinuncie e stravolgimenti sia della Società (in tutti i settori), sia dello stesso tuo stile di vita personale... ti dico subito... questo: ritagliati del "tempo" (vedremo la gestione del tempo) perché 2 volte a settimana incontrerai, per 10 minuti ciascuna, il tuo staff. Venti minuti, per sempre. PUOI CAMBIARE? VUOI CAMBIARE?

Posted on: 18/11/2015 by mister nicolino tobia - © Tutti i Diritti sono riservati

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mister nicolino tobia - P residente due.zero nel nuovo SCS

Il core skills di un Presidente 2.0.

Il primo blocco della catena di un Presidente 2.0 in un club appartenente ad un SCS moderno, non può che essere che la preparazione personale - ovvero della Presidenza - e la preparazione ottimale. Non solo, quindi, del Presidente ma di ogni persona o gruppo che lo affianca nella c.d. Presidenza, debbono acquisire ovvero già possedere le capacità che permettono di trasferire su un livello superiore le conoscenze. Su un livello superiore, le conoscenze, diventano comportamenti da porre in atto e per tanto immediatamente soggetti alla accettazione ed al riconoscimento da parte dei soggetti elencati, nella piramide del comando, immediatamente sotto la punta societaria. Solo un comportamento, ovvero l'ordine in se stesso contenuto e richiesto, deve essere per c.d. l'attività legislativa di un Presidente 2.0: allo stesso modo in cui un giudice emana una sentenza, un Principe una sentenza, un sindaco una ordinanza, il Presidente 2.0 di un club appartenente ad un SCS moderno, emana un comportamento. Comportamento da condotta, ovvero dal latino condùcere cioè l'ordine stesso con cui si conduce o si deve condurre un lavoro. Un Presidente 2.0 non parla vanvera, quando parla è chiaro e circoscritto e quanto ordina deve essere immediatamente posto in essere. Quando un Presidente 1.0 dice: "bisogna che facciamo così questa cosa" non trasmette l'ordine in maniera corretta rispetto ad un Allenatore 2.0 che direbbe: "conduciamo così questa cosa". E' evidente che anche la conoscenza di un linguaggio (preparazione) specifico forte di una comunicazione vincente, decisiva e decisionale è fondamentale nella assegnazione di validità ad un comportamento. La capacità di rapportarsi (preparazione) ha anch'essa una valenza di peso nella emanazione e gestione di un comportamento. Le capacità di reazione sono fondamentali nel raggiungimento della formulazione di un comportamento. Anche la propria personalità (preparazione), assume un ruolo fondamentale nella gestione dei comportamenti richiesti. Sull'altro piatto della bilancia troviamo la conoscenza dell'ambiente circostante (competenza), troviamo la comprensione dei meccanismi societari (competenza), la competenza di saper valutare le risorse diponibili e - non per ultimo - il saper comandare in maniera ferma e decisa (competenza). Quanto segnalato come preparazione e competenza, sono - TUTTE ASSIEME e NECESSARIAMENTE - parti fondamentali e fondanti il core skill del primo blocco della personalità di un Presidente 2.0 Ma la preparazione e la competenza in ciascuno dei settori sopra evidenziati, debbono basarsi sulla gestione delle risorse presenti nella società calcistica e prevedono - in primis - la conoscenza dell'ambiente calcistico "a campanello", cioè similmente alla conoscenza di un bambino delle elementari di una poesia: a memoria, dunque. Il core skill, ovvero quelle competenze trasversali sempre utili e necessarie, permettono di trasformare - EFFETTIVAMENTE - le "conoscenze" in "comportamenti". In altre parole, laddove già il Presidente 2.0 ha una preparazione scolastica invidiabile, una gestione manageriale di alto spicco, una personalità di rilievo, e via dicendo, necessita dell'input del core skill affinché - come detto - le proprie conoscenze e competenze si trasmutino in comportamenti aventi effetti, di fatto e di prassi, diretti ed indiretti, e ancor di più di visione dell'insieme e di spirito collettivo del SCS - e nel SCS - comportamenti ovvero di veri e propri meccanismi. Difatti, i comportamenti ovvero le conduzioni richiamate non sono altro che link di meccanismi facente parte di un sottogruppo sia emozionale, che attitudinario al lavoro di gruppo, che interagendo tra di loro permettono di fondare e mantenere integra una Presidenza 2.0 Un club 2.0, con un Allenatore 2.0 e con un Preparatore 2.0, facente parte di un SCS 2.0 non può prescindere dall'avere un Presidente 2.0 che si RELAZIONA con COMPORTAMENTI (conducendo, quindi) che derivano dalla trasformazione delle proprie conoscenze e competenze primarie e/o secondarie. Un Presidente 2.0 ha dunque bisogno del semplice core skills, specifico sul SCS, per attivare quanto richiesto. Laddove un Presidente 2.0 ha (già) o avrà (acquisirà) dette competenze trasversali, e sarà in grado di soddisfare quanto sopra richiamato nelle (competenze) e nelle (preparazioni), avrà salito il 1° dei 15 scalini della piramide avente al vertice il suffisso "2.0" Ma, altresì, è importante nella comunicazione dei comportamenti, da parte di un Presidente 2.0, da porre in essere che gli stessi siano rivolti a persone e/o gruppi già formati secondo le specifiche per c.d. "2.0" Un Allenatore che sia 2.0 saprà immediatamente relazionarsi con comportamenti di un Presidente 2.0 così come un Preparatore 2.0 potra immediatamente integrare un comportamento 2.0 Non avviene e non avverrà mai la gestione di un comportamento 2.0 da parte di persone - anche gli Atleti calciatori stessi - della società che non abbiamo affrontato lo specifico carico di formazione, di lavoro e di attivazione di uanto prescritto e previsto dal protocollo 2.0 che stiamo proponendo in questa serie di 7 libri circa il SCS moderno 2.0 E' inutile che un Presidente 2.0 parli di un comportamento da porre in atto ad un mister 1.0 che fa correre per 30 minuti "a vuoto" 18 ragazzi che - poi - negli spoglaitoi si bevono della birra e fuori fumano. Ecco che la personalità del Presidente 2.0 acquisisce il valore di fulcro sul quale viene posizionata la lunga leva dell'azione di trasformazione da "conoscenze" in "comportamenti" attraverso specifici (calcistici) core skills. Se un Presidente 2.0 - ovvero chi intende esserlo - non ha specifiche e dirette informazioni su come instaurare questi cambiamenti e questi potenziamenti di conoscenze e competenze, non avrà vita facile. Nel SCS o si è "2.0" o qualsiasi azione avrà come conseguenza una reazione uguale e contraria, che in questo caso specifico significa rimanere bloccati in un mondo avverso dove è il più "scarso" degli Atleti calciatori (1.0) a "comandare"; dove è il più "scarso" degli allenatori (1.0) a dettare le regole; dove è il più "sacrso" dei prepararori (1.0) a decidere le cose; dove ciascuna risorsa - sempre 1.0 - riesce a bloccare ogni cambaimento. Il primissimo consiglio, è dunque duplice: 1) incrementare, rispolverare, coordinare, rinnovare le COMPETENZE e le PREPARAZIONI personali; 2) acquisire immediatamente e da subito, i core skills necessari. In altre parole: letture, esercitazioni, convegni, dialoghi, visioni di partite, etc. etc affinché entro - almeno - 4 mesi si riescano a mettere le minime basi (attorno al 7-10%) per affrontare un cambiamento prima di tutto culturale, poi relazionale e per finire da vero leader di un Presidente 2.0 di un SCS moderno, basato su rapporti evolutivi sistematici, dinamici e innovativi nel(e per il) mondo del calcio. Ma sempre se volete realmente arrivare ad essere un Presidente 2.0, altrimenti state tranquilli: spendete quei soldi per le divise, iscrivete la squadra nel v/s campionato e... aspettate qualche vittoria nel campionato. Più di questo, un Presidente 1.0 oggi non fa, e soprattutto non sa fare.

Posted on: 15/12/2015 by mister nicolino tobia - © Tutti i Diritti sono riservati

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mister nicolino tobia - P residente due.zero nel nuovo SCS

La leadership; le 3 "R"

Un Presidente 2.0 si caratterizza nell'avere sia capacità di comando che capacità di intervento, in ogni settore societario. Oggigiorno queste 2 caratteristiche particolari richieste, sono sempre più tralasciate a favore di interventi pseudo persuaivi basati perdipiù sull'essere un presidente "padrone". Invece, sia la capacità di comando che la quella di intervento, sono valori - o meglio - risorse importantissime di una società calcistica 2.0 Comandare è una cosa, intervenire è un'altra ed assieme formano la leadership di un Presidente 2.0 Entrambe presenti al 50%, e mai l'una deve scavalcare l'altra o semplicemente sovrapporsi; entrambe attive sempre in un atto importante quale un comportamento. Un comportamento da eseguire è formato al 50% da un comando ed al 50% da un intervento. Ciò perchè il semplice comandare, di un allenatore padre padrone 1.0, non è il modo più idoneo per farsi ascoltare attivamente e con frutti, mentre intervenire in un comportamento (al 50% assieme al comando) permette di trasmettere la motivazione e la priena consapevolezza dei cambiamenti che si otterranno nella organizzazione. Il feedback che verrà trasmesso alla motivazione organizzativa, sarà positivo ma allo stesso tempo immediatamente risolutore e attuativo. Nessuno presidente è leader a prescinder, ma la leadership nel campo calcistico - o meglio nel SCS 2.0 - si acquisisce con quanto affermato circa il core skills a cui il Presidente 2.0 o deve ora saper aggiungere ed integrare, qualle che è la parte fondamentale ed unica che trasformerà un presidente padre padrone 1.0 in un Presidente 2.0. Questo fondamentale valore è il controllo. Senza controllo non c'è leadership che tenga e che valga. Senza controllo non c'è revisione né riorganizzazione societaria che tenga. Senza controllo non esiste l'assetto societario. Ma assieme al controllo debbono entrare in gioco il saper modificare e pianificare ogni aspetto delle risorse presenti nel proprio SCS. Il Presidente 2.0 leader deve essere consapevole ed organizzato, così come deve avere talento per poter pianificare una serie di azioni alle quali corrispondono sempre reazioni uguali e contrarie. Deve, il Presidente 2.0 essere in grado di stabilire e pianificare le azioni da raggiungere e far raggiungere ad ogni settore o risorsa societaria. Come detto, comandare (al 50%) e intervenire (al 50%) sono le primarie pietre sulle quali si basa la coordinazione della pluralità di interventi da porre in atto. Se, e solo se, il presidente 1.0 riesce a comprendere l'importanza della coordinazione delle pluralità di interventi, egli riuscirà a dominare ogni aspetto negativo di un presidente padrone ed a spostarsi verso una Presidenza 2.0 La Presidenza 2.0 ha necessità di avere il suo leader quotidianamente informato, capace di planning (pianificare azioni), con visione aperta sulle cose e sulle persone, responsabile di ogni sviluppo o regressione, stratega onnipresente dagli spogliatoi agli spalti, dedito e dedicato al bene del proprio SCS 2.0. Questi sono i punti primari da tenere presenti e incrementare con reali letture di specifici argomenti inerenti, da incrementare con percorsi formativi (anche i nostri, perché voi non siete preparati su questi argomenti ovvero siete - ancora - presidenti padroni 1.0) dinamici e capaci di ampliare i punti di vista e il bagaglio funzionale di opportunità. Sono queste ultime un blocco importantissimo nella piramide da scalare, dove il Presidente 2.0 deve mettere in campo opportunità positive da seguire come una mappa. Concludendo questo piccolo, ma importantissimo aspetto che necessita assolutamente e necessariamente di approfondimenti v/s personali e personalizzati, il Presidente 2.0 deve avere "Riferimenti", deve "Riferirsi" e deve essere un punto di "Riferimento". Queste sono le 3 "R" richieste ad un Presidente 2.0 Se tu che stai leggendo, che hai intenzione di evolverti in un Presidente 2.0 moderno, dinamico, effiente ed efficace, allora devi possedere le 3 "R" del SCS 2.0 ovvero capacità di avere Riferimenti (interni e/o esterni), capacità di Riferirsi (ad ogni circostanza) e capacità di divenire punto di Riferimento (interno e/o esterno). Queste c.d. 3 "R" si acquisiscono assumendo processi in contesti di sviluppo personali e sociali, caratterizzati (tutti) da un gol (obiettivo chiaro) univoco che è il seguente: ciò che si fa è relativo ed è relazionale. - (parleremo dell'obiettivo relativo e relazionale prossimamente. Intanto vi invito a sviluppare ed apmliare i concetti sopra brevemente esposti.) -

Posted on: 22/12/2015 by mister nicolino tobia - © Tutti i Diritti sono riservati

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mister nicolino tobia - P residente due.zero nel nuovo SCS

Obiettivo Relativo e Relazionale e il dirigente unico

Sono passate ben 6 settimane dal post precedente, non per mancanza di tempo né per disinteressamento (anzi... e ci mancherebbe...), né tantomeno per aver raggiunto la specifica organizzazione richiesta e dovuta ad un Presidente 2.0, ma perché in queste settimane ho assistito personalmente 3 "futuri" Presidenti 2.0 Infatti, a seguito di alcune mail ricevute e in riferimento alla necessità - confermata in questi mesi - di provevdere ad un serio "aggiornamento" (a volte dai basilari che tutti "ci vantiamo" di sapere e che poi nessuno conosce) circa la propria cultura calcistica al fine di costruire il c.d. core skills, ho potuto presiedere direttamente alla formazione di 3 amici futuri Presidenti 2.0 che cambieranno la storia del calcio (speriamo...), ma che sicuramente hanno e stanno cambiando la propria. Giunti ad una ottima preparazione personale su quanto finora indicato, richiesto e DOVUTO, con specifici libri, incontri e risoluzioni, continuiamo con la fase importantissima della c.d. visione Relativa e Relazionale di un obiettivo. Come abbiamo visto sono i Riferimenti interni e/o esterni a permettere di divenire leader, assieme alla capacità di Riferirsi verso ciascuna occorrenza in essere, concomitante - e non distaccata - dalla capacità di sapersi imporre quale Riferimento. Ma il gol, cioè l'obiettivo, è sempre e comunque Relativo a persone e non cose, a individui e non ad uffici, a soggetti e non piani; e l'obiettivo è sempre Relazionale, in riferimento alla concomitanza e equa distribuzione dei rapporti o unioni che si vengono a formare inevitabilmente tra persone. Il planning è Relativo a persone, mic a cose; ma è anche Relazionale a individui con specificità (Atleti 2.0, Presidenti 2.0, Allenatori 2.0 ad esempio) alte e di livello inattaccabile. il "magazzino" è Relazionale in riferimento allo scambio di interazioni tra i soggetti più vicini o interessati (Atleti 2.0, Preparatore 2.0 ad esempio) a qualche attrezzo, ad esempio. Ecco la entrata in gioco della capacità di distinguersi dagli altri: entra in gioco l'elemento distintivo del Presidente 2.0 Questo elemento distintivo si concretizza nella rappresentatività sia interna che esterna. Laddove non esiste, o meglio non viene posta in essere la rappresentatività quale elemento distintivo, non servirà sedersi la domenica in tribuna d'onore per essere un Presidente 2.0 Oggi, la maggior parte dei presidenti 1.0 non possieve l'elemento distintivo della rappresentatività ma, semmai lo abbia, sforgia una mera funzione di dirigente unico. Il presidente Zamparini? E' un "ottimo" dirigente unico. Il presidente De Laurentiis è un "grande" dirigente unico. E via dicendo per qualsiai presidente 1.0 dove basta cambiare l'aggettivo tra "virgolette" con uno a v/s piacimento. Ma essere un dirigente unico non è certo una sconfitta, anzi: è un amministratore, è un tecnico, è un responsabile. E' tante cose, è unicamente un dirigente. Mentre chiunque può divenire un dirigente unico, nessun dirigente unico è un Presidente 2.0 perché il ruolo "dirigenziale" ed il ruolo "tecnico" ed il ruolo di "responsabilità" sono fini a se stessi buoni, anzi ottimi, per tenere "incollati" vari pezzi (organi, uffici) della società, per c.d. "sotto lo schiaffo" (sotto il suo comando), in maniera statica. Un Presidente 2.0 quando dinamizza dette competenze, e ben altre, ne diviene il rappresentate unico quindi si distingue e si concretizza nella rappresentatività interna ed esterna alla società. Quando un Presidente 2.0 raggiunge piena energia del proprio core skills, è pronto a gestire l'obiettivo relativo e relazionale della rappresentatività. La rappresentatività relativa e relazionale si controlla, non si gestisce; non si impone (ex presidenti 1.0), ma si (come ben ho spiegato ai miei 3 "allievi" Presidente 2.0... ed ora lo dico a tutti) ma si: mette a giudizio; si mette a disposizione di chiunque; si mette in definitiva a vaglio di chiunque. Un presidente 1.0 che è il "migliore" dirigente unico che impedisce ogni "contraddittorio" è esattamente ciò che deve fare un Presidente 2.0; egli deve sottoporre la propria concretezza nella/della rappresentatività al giudizio di chiunque. Se riuscirà, come in effetti riesce, a rimanere fermo e deciso non sul blasone del proprio nome né sulla personalità della propria figura, ma sulla propria capacità relativa e relazionale circa i comportamenti intra ed extra squadra, allora egli avrà piena e - soprattutto - riconoscenza e riconoscimento verso la propria figura che da "persona fortemente o altemanete RICONOSCIUTA" passa a "persona CONSACRATA". E' tutta qua la differenza tra un vetusto presidente-padrone 1.0 che viene semplicemente "riconosciuto e temuto", e un Presidente 2.0 che viene semplicemente "consacrato".

Posted on: 02/02/2016 by mister nicolino tobia - © Tutti i Diritti sono riservati

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mister nicolino tobia - P residente due.zero nel nuovo SCS

Strategie presidenziali

E' indubbio che a dettare "ogni", ovvero "qualsiasi" o meglio "ciascuna", strategie nel Sistema Calcistico di Squadra (SCS) moderno è il Presidente 2.0 In Una società di calcio 2.0, ancorché garantita da un Consiglio d'Amministrazione, deve essere assegnata al solo Presidente la facoltà di ideare, progettare, programmare, porre in atto, gestire, coordinare e verificare strategie societarie primarie o secondarie, dirette o indirette, verticali o orizzontali. Assegnare al solo Presidente 2.0 - quindi ad un Presidente formato e preparato, che abbia intrapreso un discorso che va dalla conoscenza della preparazione tecnica di un portiere fino alla registrazione in Partita Doppia di una sopravvenienza attiva dovuta alla vendita di un calciatore - il compito e l'onere (giacché gravoso di impegno) di attivare strategie societarie univocamente, permette di ottenere questi gol: 1) univocità della strategia, sia verticale che orizzontale nell'organigramma societario; 2) indiscutibilità della decisione, in quanto attestata e confermata dalla univocità della persona del Presidente 2.0; 3) consapevolezza della derivazione da preparazione e competenze più che ottime; 4) garanzia della decisionalità circa riassestamenti e/o condanne a chi commette errori o agisce al di fuori delle regole strategiche. Qualsiasi STRATEGIA PRESIDENZIALE si basa sulla CONSEGNA. Non può esistere un Presidente 2.0 che non ottemperi ad una CONSEGNA della propria strategia ai suoi collaboratori. La consegna deve essere: 1) chiara e diretta; 2) suddivisa e sempre commentata; 3) coordinata con altre consegne; 4) verificabile e regolabile; 5) assegnata pubblicamente. Chiara e diretta (1) esplicando dettagliatamente il gol che si desidera centrare, nel tempo stabilito, con le risorse previste. Suddivisa e sempre commentata (2) in ogni suo aspetto, con chiare riparametrizzazioni, sotto capitoli, corredata di istruzioni operative, di moduli e di indicazioni di comportamento. Coordinata con altre consegne (3) stabilendo i link verso cui/da cui attinge/assegna istruzioni/dati/norme. Verificabile e regolabile (4) in quanto è sempre dovuta, necessaria quindi, una verificazione per step e per risultato (entrambe) al fine di permettere una regolazione delle specifiche adottate e poste in essere. Assegnata pubblicamente (5): è finita l'epoca dei Carbonari (presidenti 1.0), di coloro che fanno le cose di nascosto (presidenti padri padroni 1.0), di coloro che in qualche stanza danno delle istruzioni a voce, in segreto a qualcuno. Un Presidente 2.0 di un club 2.0 appartenente ad un SCS 2.0, avente collaboratrori 2.0, deve necesariamente incontrarsi pubblicamente ed apertamente con i suoi collaboratori nel momento dell'assegnazione di una o più strategia presidenziale. Ancorché venga assegnata una specifica strategia ad un Osservatore 2.0 (e poi ne parleremo attentamente essendo il sottoscritto un osservatore calcistico con diploma e contatti con società di calcio), il Presidente 2.0 deve CONVOCARE tutti i suoi collaboratori ad assistera alla assegnazione della strategia. Ciò presenta questi vantaggi: 1) immediata presa visione ed immediata conoscenza dei collaboratori non direttamente interessati, alla strategia richiamata (se fossero interessati verticalmente o orizzontalmente sarebbero stati assegnatari di strategie collaborative singolarmente assegnate o assegnate in gruppi o sottogruppi); 2) attivazione nell'assegnatario diretto (e indiretto/i se esiste/esistono) del c.d. "fattore del primeggiare": ho ricevuto questo compito, lo porto avanti con successo, otterrò i risultati strategici previsti; 3) assoluta correttezza del Presidente 2.0 che diviene il fulcro della società, essendo riconosciuto quale portatore di una autorevolezza non solo di blasone e di carattere, ma di capacità di leadership e quindi - in una sola parola - di TALENTO. E', in poche parole, anzi in una sola parola, il TALENTO a delimitare il gruppo, l'area e i comparti; il Presidente 2.0 che ha TALENTO assegna strategie di leadership in maniera efficiente ed efficace. Per quanto riguarda l'efficienza di una strategia presidenziale, abbiamo discusso. Adesso dobbiamo stabilire come e quando essa (esse) diventano efficaci cioè quando apportano/raggiungono/ottengono i risultati auspicati. Ogni strategia è efficace laddove si raggiunga il proprio gol in maniera lineare, fluida, dinamica e scorrevole, ovvero senza problemi. Perché abbiamo già potuto studiare (e vi invito a leggerlo su questo sito) la risoluzione dei problemi, che deve avvenire - sempre - su un livello superiore: se c'è un problema tra "colleghi d'ufficio" chi può risolverlo è evidentemente il Capo ufficio; se c'è un problema tra "diverse Capo sala" in un Ospedale, chi può risolverlo è evidentemente il Direttore amministrativo; se c'è un problema tra "medici" chi può risolverlo è evidentemente il Direttore sanitario. Ovvero: se c'è un "problema" in uno o più strategie, il problema si risulve su un piano superiore, cioè lo risolve direttamente il Presidente 2.0 Ecco che vari collaboratori del Presidente 2.0 che stanno attuando una o più strategie (singole o collettive), laddove incontrassero un problema debbono riferirsi direttamente al Presidente 2.0 evitando assolutamente di "domandare" pareri per "seonde vie" a Consiglieri (eventuali), a conoscenti esterni, o interni la società, al segretario, al Vice Presidente. Per fare questo deve essere chairo a TUTTI gli appartenenti della Società, del c.d. "staff tecnico e direttivo" che deve essere LASCIATA piena FACOLTA' AGENDI al proprio Presidente, perché se è stato scelto ciò significa che in lui si è riposta fiducia, e pertanto detta fiducia deve essere sempre e costantemente "verificata" con "atti" di coerenza, dedizione e soprattutto reale consapevolezza che il Presidente 2.0 agisce in piena AUTORITA'. Quindi, le strategie presidenziali debbono essere ANCHE e NECESSARIAMENTE consegnate a TUTTI i membri dell'eventuale Consiglio d'Amministrazione, al fine di avere piena e concreta autorità della istituzione societaria. Il Presidente 2.0, deve predisporre dette strategie presidenziali all'inizio di ogni stagione calcistica, ovvero con la prima apparizione in un campionato (se nuova squadra). Stabilisce in maniera chiara il gol primario da raggiungere in base alle risorse societarie disponibili: salvezza, promozione, eventuale doppio salto di categoria, salvezza ai minimi punti ma vittoria nella Coppa di categoria, oppure si può puntare - perché è una strategia come ogni altra, basta programmarla e porla in atto - ad ottenere ad ogni partita in casa solo vittorie (per un maggiore incasso), far segnare "sempre" un Atleta calciatore 2.0 al fine di farlo aumentare di valore per poi cederlo, ecc. ecc. ecc. Esistono deciene e decine di strategie da porre in atto: 2 o 3 assieme, una sola (magari la salvezza e "BASTA" in un campionato che inizierà con una rosa di solo 14 Atleti calciatori 2.0), oppure diverse assieme: l'importante è CONOSCERE e saper COSTRUIRE una STRATEGIA. Poi, se un presidente 1.0 aspetta la domenica per giocare tanto per insultare dalla tribuna o panchina, per andare a cena nel dopo partita, per mettere lo sponsor della propria trattoria sulle magliette al fine di farsi pubblicità in un paesello di 1400 abitanti, o aspetta la domenica per seguire la propria squadra con il Mercedes bello, beh allora non possiamo che biasimarli perché il calcio è governato da un SCS moderno dove ciascuno ha e deve avere COMPITI, RUOLI e POSIZIONI a-v-a-n-z-a-t-e, cioè innovative, quindi avveneristiche, programmabili, impostabili, e soprattutto sintetizzabili in ORDINI, REGOLE e STRATEGIE societarie che alla fine della fiera, sono e saranno sempre e solo TATTICHE utili a pergeguire un gol.

Posted on: 09/02/2016 by mister nicolino tobia - © Tutti i Diritti sono riservati

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Presidente o condottiero?

Presidente o condottiero, o meglio Presidente 1.0 o Presidente 2.0 condottiero? In primis un condottiero è colui che conduce, un esercito o un popolo e noi ci "fermiamo" a società sportiva 2.0 Quindi un condottiero è colui che porta con se, avanti; che guida, assiste nel cammino, ne regola i movimenti, affinché si entri, ci si addentri ovvero si penetri un obiettivo. Certamente per essere un condottiero nell'ambito presidenziale è d'obbligo prima di tutto divenire ed essere leader indiscusso, con tutto quanto finora citato; dopodiché il Presidente 2.0 si veste dei panni propri del condottiero: capacità di rispondere concretamente ad ogni esigenza societaria. La capacità di risolvere una esigenza, prima che diventi problema, investe il Presidente 2.0 delle specificità proprie di un condottiero poiché in questi atti e fatti, pone in essere azioni ultra carismatiche, osiamo affermare al limite dell'imposizione, certamente nel rispetto e certamente entro i limiti del proprio operato. Il Presidente 2.0 è condottiero quando si afferma con: 1) imposizione ferma; 2) energica; 3) innovativa; 4) stabilità delle proprie emozioni accettando qualsiasi fatica. L'imposizione è ferma è quella scaturente da chiare e dirette prese di posizione, da ordini veri e propri. L'energia imposta nella imposizione di un enunciato o di uno scritto, è proporzionale al livello di difficoltà e complessità del gol in cui si desidera penetrare: più il gol è importante, complesso, strutturato, più l'energia aumenterà. Ogni incursione intesa come ogni "condotta" (cosa/fatto da portare avanti, come sopra appena inteso) deve essere innovativa e fresca: è controproducente verso la propria leadership - specialmente in riferimento ai "Riferimenti" (vedi sopra articolo specifico) - riproporre storie già trite. Ogni azione deve mantenersi entro/sotto in un adeguato limite di sopportabilità, sia per limitare le proprie emozioni sia per avere un margine ancora possibile di incrementazione. Con queste caratteristiche proprio del condottiero moderno, anche politico, anche religioso, anche economico, un Presidente 2.0 ha una nuova carta in mano da poter gestire ed all'occorrenza giocare. Ma se un leader, quindi il Presidente 2.0 come finora descritto, i problemi li risolveva un Presidente 2.0 condottiero come si approccia ad un problema nella propria organizzazione che dirige? Premesso, come detto in altri termini, che un problema è già un evento che non è stato preventivamente e/o successivamente studiato e/o indirizzato a soluzione e/o risoluzione, il Presidente 2.0 agisce da leader (con quanto precedentemente a questo post studiato) laddove si presenti una "difformità" dal proprio intento; tale difformità lieve, rappresenta pur sempre una anomalia gestionale da doversi, comunque, risolvere in maniera efficiente ed efficace. Tuttavia, errori gestionali presidenziali (del Presidente 2.0, essendo egli l'unico responsabile FINALE, sempre e comunque) possono instaurare ed installare disturbi ed ulteriori disfunzioni che possono aumentare passo dopo passo o logaritmicamente, la iniziale lieve difformità. Informazioni non trasmesse, o omesse volontariamente o peggio ancora volontariamente modificate e ritrasmesse in maniera errata al Presidente 2.0 possono portare alla crescita di iniziali anomalie che diverranno, immediatamente o a brevissimo periodo o a lungo/medio periodo, problemi veri e propri. In tali circostanze il Presidente 2.0 assumerà il ruolo di condottiero con energia, innovazione e controllo emozionale al fine di stoppare - quindi fermare in modo assoluto duraturo - il problema riscontrato. Caso di un calciatore che negli spogliatoi mette zizzania, alza un muro verso l'allenatore? Trascorsi i periodi necessari per riportare nei termini previsti il blocco degli spogliatoi, attraverso il core skills e le varie strutture operative, il Presidente 2.0 diviene condottiero assumendosi la responsabilità diretta e personale, diretta ed immediata della propria scelta e del proprio operato. Imminentemente, è la immediatezza che trasforma quanto ai punti 1), 2), 3) e 4) in vero ius agenti ovvero nella reale capacità di tramutare il proprio pensiero e volontà in un atto/fatto che produca risoluzioni definitive. Nel caso specifico, è condottiero - in quanto un condottiero agisce "affinché si tenga perenne e timorosa memoria dei fatti" - il Presidente 2.0 che rivolve immediatamente il contratto con l'Atleta calciatore, terminando imminentemente il danno provocato dal problema. Ciò comporta, d'altro canto, anche l'immediato proseguimento di quanto stabilito ed assegnato nei compiti (ripetiamo consegnati pubblicamente, sempre) ai propri collaboratori. Nessun compromesso appartiene ad un Presidente 2.0 che abbia dapprima, sempre e fino al termine adottato ogni strategia al fine di porre una "cura", un "margine", una "dilazione" ad un innesco di malessere, malumore o di primo sviluppo di un fatto che si discosta dagli obiettivi standard prefissati: laddove il Presidente 2.0 abbia ottemperato a porre in atto ogni azione dovuta, egli deve agire da condottiero, prendendo direttamente le redini della società ed impopnendo la risoluzione del problema. Ciò accresce nell' "esercito", nel "popolo", nei "fedeli", nei "grandi gruppi finanziari" (a secondo dei settori) e nella n/s società appartenente al SCS 2.0 la leadership indiscussa del Presidente 2.0 (A coloro che sto seguendo personalmente, annuncio che ho già inviato specifico materiale su FAQ con relativa risposta su decine e decine di "sintomi" e relative "risoluzioni", con le diverse tecniche di individuazione/accertamento/risoluzione di un Presidente 2.0 condottiero).

Posted on: 23/02/2016 by mister nicolino tobia - © Tutti i Diritti sono riservati