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mister nicolino tobia assieme a Mister Nicolini, Allenatore e Preparatore 2.0

mister nicolino tobia assieme a Mister Bonetti, Allenatore 2.0

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Portanza Tattica di Spinta (PTS)

Sistema Calcistico di Squadra (SCS)

Messaggio Strutturato dell'Allenatore (MSA)

Ruolo Naturale

Buon Allenatore

Visione spazio-tempo-energie

Organizzazione Primitiva

Il Top Dog e la PNLSSS

Ambiente, Lavori, Pressa

Valore Dinamico Calcistico (VDC)

Revisione Modulistica (RM)

COndizionare, VAlorizzare, RElazionare

I "fondamentali" 2.0

Responsabilità Ruolistiche (RR)

Lo scopo della Revisione Sistematica Calcistica due.zero

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mister nicolino tobia - Revisione Sistemistica Calcistica per l' Allenatore due. zero

Premessa

Questo trattato inedito è il primo di una collana di sette libri, che si rivolge al Mister due.zero ovvero a quell'Allenatore che non si riconosce più - o non si è mai riconosciuto - in vecchi schemi e cliché propri di un mondo calcistico oramai inadeguato. L'esperienza dell' Autore sui campi di calcio, nel mondo del calcio in generale - anche negli anni di non partecipazione diretta - dove ha potuto collaborare con moltissimi personaggi del mondo del calcio italiano, è stata riversata in questi sette trattati affinché l'Allenatore - o presunto Allenatore - abbia una arma in più, che è quella di una nuova e moderna conoscenza del mondo del calcio moderno. Da qui, per tutti gli interessati - anche per gli Atleti calciatori stessi - passando dai loro Tifosi fino ad arrivare al Presidente, la Revisione Sistemistica Calcistica per l'Allenatore due.zero quale fonte sicura di ispirazione e di praticità tattica, oltre che sicura linfa vitale per la gestione delle società calcistiche che si identificano nel Sistema Calcistico di Squadra (SCS) moderno. Il primo dei sette trattati si intitola Revisione Sistemistica Calcistica per l' Allenatore due.zero ed è interamente, ed in esclusiva, editato e presentato - in anteprima nazionale - su questo sito.

Posted on: 11/12/2014 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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mister nicolino tobia - Revisione Sistemistica Calcistica per l' Allenatore due. zero

Portanza Tattica di Spinta (PTS) - Sistema Calcistico di Squadra (SCS)

La Portanza Tattica di Spinta - PTS -, propria della squadra, è la risultanza dell'applicazione corretta e continua di un modulo di gioco. Riproduce sotto forma quantitativa numerica, una grandezza atta a comprovare la costanza dell'applicazione di uno o più moduli di gioco in una stessa partita. La PTS è una variabile importante al fine di una corretta analisi della partita giocata, e espone dati tecnico-statistici quali la propensione all'attacco ed alla difesa, la posizione di un definito reparto sul terreno di gioco e il suo movimento, il livello di preparazione fisica in campo e il tenore della tangibile tendenza alla messa in atto di tatticismi voluti dall'Allenatore. In altri termini, la analisi della PTS pone in risalto elementi che in maniera incomparabile riescono a fissare le mancanze, gli incrementi ed i punti di massima concentrazione di singole strutture che realizzano il Sistema Calcistico di Squadra (SCS). L'Allenatore ha a disposizione una serie di elementi favorevoli, al fine di affinare singoli settori e singoli Atleti calciatori, indispensabili al conseguimento degli obiettivi predeterminati.

Posted on: 11/12/2014 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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Messaggio Strutturato dell'Allenatore (MSA)

Una corretta visione dinamica delle maggiori sinossi metodologiche da parte di ciascun Atleta calciatore e, assieme, di ciascun reparto e Squadra tutta, porta alla concreta applicazione del c.d. Messaggio Strutturato dell'Allenatore (MSA). In questo messaggio organizzato, l'Allenatore, ripone con sistematicità ogni disposizione circa obbedienze imprescindibili al fine di porre in essere concretizzazioni di piani di impegno volti al raggiungimento del traguardo prefissato. E' manifesta la esigenza di una corretta definizione di ciascun oggetto del MSA - da una parte - e la complementare e equanime interpretaione degli stessi, dall'altra. L'Atleta calciatore avvertito un determinato MSA si troverà di fronte a 3 step coesistenti e fondamentali: 1) definire il messaggio a monte; 2) frammentarlo in sotto insiemi di competenze; 3) distribuire quanto sollecitato sia singolarmente sia per reparto di competenza ovvero in funzione di tutta la Squadra.

Posted on: 16/12/2014 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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L'MSA per la PTS

Nella visione d'insieme della dinamica di gioco e posizionamento dei singoli settori, in una sequenza logica di tattiche e modelli mirati a specifiche esigenze tecniche, non si possono escludere a priori soluzioni che vadano verso un riassestamento, o meglio, verso una ridefinizione dei ruoli degli Atleti calciatori, ancorché ciò possa determinare disequilibri in una o più divisione logica del campo. L'Allenatore può e deve imporre un riavvicinamento di settori, accorpando singole capacità e facendo emergere individualismi conosciuti o probabili che diano nuova linfa al gioco. Una sequenza logica di tattiche, nonché di tecniche di gioco, assume un ruolo basilare nel confezionamento di una gara di calcio. Gli attori in campo, assieme all'Allenatore, debbono sentirsi in grado di recepire e porre in atto quanto fissato nel MSA al fine della concretizzazione di una regolare e idonea PTS.

Posted on: 16/12/2014 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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Metodologia delle competenze tattiche

Il riassetto coerente dei tatticismi, inteso come una precisa riorganizzazione della metodologia delle competenze tattiche, può avvenire in qualunque fase della partita, fermo restando il dover conservare la doverosa accortezza laddove l'Allenatore vada a muovere Atleti calciatori in maniera da formare gruppi disomogenei e condizionabili. In questi casi molto delicati, è possibile rafforzare i reparti sostituendo, dalla panchina, Atleti calciatori che presentano caratteristiche tecnico-tattiche e fisiche-organiche in sintonia sia con le nuove condizioni sopraggiunte, sia con la effettiva portanza di spinta auspicata (PTS).

Posted on: 18/12/2014 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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Spazio tattico di attacco

L'identificazione di uno spazio tattico di attacco che necessita di un modulo prettamente ostacolante, si concretizza nella preparazione fisico e dinamica degli Atleti attaccanti. Allenamento ed addestramento, che trovano il proprio fulcro nella generalizzazione della preparazione biologica, e nel forte condizionamento del fisico. Se la preparazione organico-biologica dell'attaccante è potenzialmente buona per mantenere una posizione di gioco uniforme e valida, quella fisica deve per forza essere finalizzata sia alle caratteristiche personali dell'Atleta calciatore, sia alla reale posizione in campo. L'Atleta di fascia destra, attaccante centrale e attaccante di fascia sinistra debbono avere, ineluttabilmente, una preparazione fisica adeguata al proprio ruolo che a sua volta si basa su uno specifico settore del campo.

Posted on: 08/01/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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Ruolo Naturale

Si nota che laddove l'attaccante è impegnato, per esempio, per la maggior parte in fascia sinistra il fisio deve poter sostenere anche accelerazioni laterali dove le due forze, cenfrifuga e centripeta, influenzano in maniera differita il fisico dell'Atleta calciatore. La predisposizione personale e la corretta attuazione dei piani di lavoro fisici e organico-biologici, fanno sì che il potenziale tattico della squadra aumenti. Tale aumento si concretizza direttamente nell'attacco e indirettamente sugli altri settori, fermo restando che ciascuno di detti Atleti calciatori, ovvero di altri di altri settori, possono essere solo e solamente utilizzati in altri settori dove si riscontrano le stesse equivalenti circostanze pocanzi valutate. L'Allenatore che esclude intenzionalmente la doverosa specificità fisica e sistematica richiesta e necessaria in ciascun settore, commette un gravissimo errore tecnico, in primis, e nel contempo un errore tattico seguito ancora da un errore dirigenziale. L'errore tecnico che si riscontra sarà di difficile risoluzione, avendo continuato a plasmare la squadra determinando carichi di lavoro scorretti. I singoli settori e tutta la squadra, non risponderanno più alle richieste strutturate dell'Allenatore in quanto contrastata da concrete e nuove esigenze tangibilmente insormontabili. L'organizzazione, quindi, di piani di lavoro dinamici e sistematici che permettono all'Atleta calciatore di conoscere a priori ogni possibile suo utilizzo in settori diversi, ed in questi in parti di campo specifiche, porta alla formazione del c.d. Ruolo Naturale. Il Ruolo Naturale di un Atleta calciatore descrive la propria capacità intrinseca e - come detto - stimolata, di trovarsi a svolgere il proprio incarico in posizioni di campo simili tra di loro o per tattica o per tecnica. Il Ruolo Naturale dell'Atleta calciatore non va confuso con il ruolo in un reparto, che rappresenta - invece - la concretizzazione delle varie informazioni ricevute dall'Allenatore che permette all'Atleta calciatore di potersi muovere in un reparto senza ottemperare alle proprie funzioni di gioco, ovvero in fase di smarcatura o di copertura o semplicemente di attuazioni di tatticismi temporanei dove non si richiede né ruolo, né le capacità personali proprie dell'Atleta calciatore.

Posted on: 13/01/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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Buon Allenatore

Un Allenatore è un Buon Allenatore se, tra le altre cose, è informato ed attua quanto appena esposto. Egli deve saper riconoscere le personali capacità dell'Atleta calciatore ed indirizzarlo su specifici settori del campo, per competenze, e in una determinata zona dove gli sarà richiesto di svolgere il proprio ruolo tecnico-tattico, attraverso messaggi organizzati ed attraverso la rappresentazione e commento dei dati della Portanza Tattica di Spinta (PTS) che ciascun Allenatore 2.0 deve saper estrapolare ed interpretare in ogni partita. Chi crede che si nasca attaccanti, chi crede che si nasca difensori, chi crede che si nasca esterni sinistri, ed altro, commette un grossolano errore. Ciascun Atleta calciatore ha specifiche ma non esaustive caratteristiche circa un ruolo, che andranno attivate e perfezionate con serietà e profesionalità, anche stravolgendo il ruolo primario con il quale l'Atleta calciatore è sceso in campo la prima volta.

Posted on: 15/01/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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Visione integrata spazio-tempo-energie

Una altra importante questione è la visione integrata spazio-tempo-energie. Il calcio moderno, anzi ancor meglio il calcio futurista inteso come del futuro, quello 2.0, si basa su concetti di spazio e tempo che con il passato hanno in comune, oramai, unicamente la sola capacità di misura: metri e minuti. Per il resto null'altro in comune. Una squadra di calcio che si basa sulle questioni primarie di cui stiamo trattando, in un determinato periodo di tempo, percorre un altrettanto determinato numero di metri in funzione non più della sola velocità ma in funzione della bioenergia a disposizione e di quella, in parte, rigenerabile e reintegrabile. Oggi, e a pieno regime nel passato, il problema circa il rendimento si basa sui metri percorsi, sulla velocità e sul tempo impiegato senza stabilire piani di recupero individuali e settoriali che permettano un risparmio di energie ovvero una rigenerazione organica che porti a poter disporre di ulteriore capacità e freschezza. Tali studi si basano sia sulla capacità di risparmio delle energie in campo, adottando tattiche e schemi idonei che, a parità di lavoro svolto con squadre non attrezzate a fare ciò, permette un risparmio medio a partita di oltre il quaranta percento, sia su nuove metodologie di rigenerazione delle energie bio-fisiche negli organismi. Ciò si effettuerà, secondo specifici schemi, a fine primo tempo e proseguiranno negli spogliatoi con esercizi specifici e funzionali che permetteranno all'organismo di assimilare i liquidi reintegratori - comunemente ingeriti dagli atleti - assimilati nell'intervallo e che consentiranno di scendere in campo nella ripresa con una quantità di energie e freschezza fisica tale da poter gestire qualunque soluzione proposta dall'Allenatore 2.0

Posted on: 10/02/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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La Organizzazione Primitiva

Specificamente la Portanza Tattica di Spinta ottempera ai suoi princìpi e dettati, laddove si predisponga il fisico e la mente a sopportare in maniera equilibrata ogni fase di gioco dal primo al novantesimo minuto. Non è neanche da dimenticare che l’Allenatore ha a disposizione cambi per la seconda parte della partita, che andrebbero subordinati dapprima in panchina e poi nello spogliatoio stesso affinché si giunga preparati all’ingresso in sostituzione in campo. Fatto uno per cento il massimo potenziale di un Atleta calciatore alle prese con una partita non costruita e non basata sui princìpi del moderno sviluppo circolare del calcio applicato, ovvero in altre parole basata sulle normali scelte di un Allenatore di vecchia scuola che definiremo uno.zero, la rappresentazione di una partita basata su un giusto rapporto tra la portanza gestionale generica e il previsto incremento tattico esponenziale avvertito e dovuto in fase di flusso dinamometrico, porta a raggiungere un livello percentualistico prossimo al cento per cento. Ma solo e solamente se in campo si verificano ed amalgamano queste tre apprezzabili situazioni: uno) visione tattico-complessa del gioco da parte di ogni reparto verso il tutt’uno rappresentato dalla c.d. Visione Tattico Unitaria; due) consapevolezza della applicazione di specificità programmatiche in specifici momenti programmatici di gioco; tre) rispondenza e corrispondenza tra ogni individualismo e la squadra in termini di Organizzazione Primitiva, Riorganizzazione Centrale e Organizzazione Finale. La Visione Tattico Unitaria del gioco si basa principalmente sulla Riorganizzazione Centrale dove è l’Allenatore a disporre ogni cambiamento tattico e di tatticismo, obbligatorio affinché si possa entrare immediatamente, ovvero nel minor tempo possibile, nella fase di Organizzazione Centrale. La Organizzazione Primitiva basa la sua maggiore forza rappresentativa e sviluppa potenziale fisico e mentale, attraverso la assenza quasi totalitaria di errori tecnici, laddove è fondamentale il puntuale e preciso approccio dei fondamentali. La conclusione di una partita di calcio, nella Portanza Tattica di Spinta si appoggia attraverso la Visione Tattico Unitaria, e si materializza in maniera naturale: ogni reparto è in grado di decidere autonomamente circa le scelte presenti e future nella traslazione della Zona Virtuale di Unione verso il goal. Il goal, ultimo beneficio di una squadra di calcio rappresenta un trenta per cento del desiderio unanime in una visione di gioco sintetizzata e rivolta al rimarcamento baricentrico di manovre di difesa, possesso ed attacco.

Posted on: 06/03/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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Il TOP DOG e la PNLSSS

Che sia il goal l’ultimo aiuto laddove ne venga segnato uno in più degli avversari. Ma la Visione Tattico Unitaria contrasta lievemente con incarichi indivisibili in campo, ovvero con Atleti calciatori che sono specificamente chiamati a predisporre un determinato programma modulare. Per eliminare in maniera pressoché totale ogni conflitto tra la Visione Tattico Unitaria e il piano di Organizzazione Centrale, cioè quello che rappresenta il settanta o ottanta per cento del totale del tatticismo progressivo complementare in campo, l’Allenatore necessita di conoscere perfettamente ogni caratteristica dell’ Indole Individualistica che ogni Atleta conserva in se e che deve essere trasformata da negativa in positiva. La Indole Individualistica è il Top Dog che sta scanalando il terreno fertile e fecondo del mondo del calcio, che se controllato diventa un arma letale nelle mani dell’Allenatore e della squadra stessa; se lasciato libero di evolversi, però, e di presentarsi individualmente o miscelato ad altri Top Dog rappresenta quanto di peggiore si possa trovare in campo, per una squadra, in un momento topico quale, per esempio, giocare in nove per l’espulsione del nostro portiere e di un difensore, con le sostituzioni tutte precedentemente poste in essere, contro undici avversari avventuristici, con solo quindici minuti rimanenti di gioco effettivo, dove perdiamo per uno a zero e solo la nostra vittoria con qualsiasi punteggio ottiene il nostro risultato utile. La concentrazione, la applicazione di nozioni di Visione Tattico Unitaria, la conduzione delle competenze e la invocazione di aspetti battaglieri dei nove, in questo caso, Top Dog, la Organizzazione Finale basata su elementi chiave appositamente studiati nelle sedute di allenamento, assieme alla concretizzazione di funzioni calcistiche ad hoc, sono e restano le uniche armi sufficienti e necessarie per raggiungere il risultato in quest’esempio augurato e ridomandato: segnare due goal in quindici minuti senza subirne alcuno. Come si organizza l’esplosione positiva in una Organizzazione Finale, è un fatto certo e scientifico. L’Allenatore plasma e modifica, a volte spostando e addolcendo aspetti di Top Dog personali verso altre persone del gruppo, rendendo possibile la ideazione, progettazione, building e messa in atto in campo di individualità c.d. a “Top Dog migliorato”. Individuare gli aspetti negativi o pessimi di ciascuno dei Top Dog presenti nella rosa, levigandoli o traslandoli verso figure con Top Dog molto positivi, ovvero lavorare dapprima sugli aspetti più amabili del Top Dog degli Atleti calciatori, è un passo molto importante da fare che si attua con la Programmazione Neuro Linguistica Soccer Side by Side (PNLSSS). La Programmazione Neuro Linguistica Soccer Side by Side prende spunto e nasce dalla Programmazione Neuro Linguistica (PNL) integrandola con aspetti del calcio (Soccer) andando a lavorare sui singoli Atleti calciatori, su gruppi di alcuni Atleti calciatori come ad esempio di un reparto specifico ma anche della panchina o degli Atleti calciatori non convocati, e sulla intera rosa e più concisamente sugli undici in campo e sulla reale disponibilità sostitutiva, intervenendo fianco a fianco (Side by Side) di ciascun Atleta calciatore in maniera dapprima individuale, poi collettiva. La PNL è uno dei tanti metodi psicologici di appressamento sia alla comunicazione, sia allo sviluppo personale, sia alla psicoterapia. Bene, e ciò che scriviamo è più che fondamentale, nel mondo del calcio c’è da sostituire la “semplice comunicazione” con la “concretizzazione comunicativa”, c’è da intervenire sullo sviluppo personale attraverso la stessa concretizzazione, e c’è da individuare e ritoccare ma anche trasformare completamente il disagio personale dell’Atleta calciatore in campo e fuori campo, migliorandone il proprio Top Dog attraverso la psicoterapia calcistica (Soccer Side by Side), affiancando sempre in maniera corretta e diretta l’Atleta calciatore. Il disagio personale affonda le proprie radici nel proprio Top Dog calcistico, così come il lieve disadattamento, così come il senso di insofferenza: sono questi tre i soli ed unici aspetti che imbevono le scarpette di ogni Atleta con pesantezza, svogliatezza, arroganza, estrema personalizzazione, insofferenza, menefreghismo. La PNLSSS fa parte integrante della organizzazione della Visione Tattico Unitaria affinché la Portanza Tattica di Spinta non venga mai a modificarsi, ma si attuino solo e solamente le modificazioni a livello di incremento e decremento – lento o veloce, lentissimo o velocissimo – della consistenza di ogni Standard Soccer Top Dog (SSTD), ovvero del Top Dog calcistico bello e pronto, pronto all’uso, pronto ad esplodere per la squadra.

Posted on: 17/03/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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Aa - Ll - Pp

Ambiente e ambientazione (Aa), Lavori e lavorazione (Ll), Pressa e pressione (Pp) sono i cardini su cui si basa la PNLSSS per avere uno SSTD – generico standard quindi – ma completo in ogni sua caratteristica. La PNLSSS genera l’Ambiente e l’ambientazione, migliorandole entrambe; l’Aa plasmate sono investite del compito di intercedere circa il potenziale tattico: laddove c’è l’Aa migliorato dell’uno per cento si ha un progresso del potenziale tattico personale e comunitario di cinque punti percentuali. I Ll vanno ad agire sullo stimolo della propria posizione naturale in campo, migliorandola e migliorando di conseguenza quello complessivo della squadra: all’aumentare della propria coscienza posizionale in campo (c.d. ruolo naturale) di un solo punto percentuale, si ha un beneficio di Visione Tattico Unitaria (VTU) pari al tre percento. Quando la Pp che perorano la freschezza fisica e mentale personale e collettiva, aumentano dell’uno per cento, interagiscono molto positivamente nella Riorganizzazione Centrale per un buon cinque per cento. Il miglioramento del proprio Top Dog, trasportandolo in Standard Soccer Top Dog (SSTD ) attraverso le conoscenze ed attraverso le distinte coscienze dell’Allenatore, permettono ad una squadra di fare qualcosa di molto particolare: l’ auto evoluzione nella propria Potenza Tattica di Spinta che ha come attributo capitale quella di sviluppare e gestire la traslazione del nodo tattico di gioco, ovvero spingere la squadra nel campo senza insicurezze, senza lati svantaggiosi e paradossalmente senza il contributo dell’Allenatore. Ma se tutto questo ragionamento appare sfaccettato e di arduo esito – ma solo e unicamente se l’Allenatore rimane legato fisicamente alla storia e connesso neurologicamente ad una concezione vetusta e sorpassata dell’allenamento, della gestione degli spogliatoi, dell’ esercizio della panchina, del governo della partita, delle sostituzioni, del tatticismo e quant’altro – il primo stadio da porre in atto affinché si costruisca il c.d. Sistema Calcistico di Squadra (SCS), è la individuazione delle Responsabilità Ruolistiche (RR). Non solo responsabilità, intese come mere attribuzioni o obblighi da porre in atto e svolgere bene; non solo ruoli, intesi come funzioni ed incarichi in un determinato modulo e/o in un tatticismo o ancora in una Organizzazione Primitiva o il ruolo da sostenere quando si è seduti in panchina; ma l’unione della responsabilità intrinseca del proprio Top Dog – ora ristrutturato in Standard Soccer Top Dog – assieme alla strategia del proprio ruolo nella individualità e nella squadra, portano a precise RR che devono essere dapprima ideate, poi studiate, dopo costruite, successivamente poste in atto, quindi verificate, eventualmente migliorate e per finire mantenute.

Posted on: 19/03/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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Valore Dinamico Calcistico (VDC)

L’Allenatore che riesce ad consegnare a ciascun Atleta calciatore le proprie RR, è un Allenatore superiore. Non vincente, almeno ancora non vincente, ma superiore sia alla storia, sia a se stesso, sia al futuro che presenterà sempre divergenze e giammai conglomerazioni serie, efficienti ed efficaci. Le RR rappresentano il primo piolo per la costruzione del Sistema Calcistico di Squadra (SCS) capace di aprirsi e svilupparsi mentalmente, temporalmente ed atleticamente in una gara. Una squadra che raggiunge il SCS si apre e sviluppa mentalmente potendo contare delle proprie memorie di schemi, tatticismo, individualismo rivisitate e potenziate con la PNLSSS; si apre e sviluppa temporalmente, qui ed ora; nell’intervallo, negli spogliatoi; nel primi dieci minuti del secondo tempo; nella fase finale di un ipotetico secondo tempo supplementare della partita; si apre e sviluppa atleticamente fondendo singole capacità con quelle di uno o più reparti aprendosi ad una VTU risolutiva e finalizzatrice. Basta, dunque, assegnare le RR in una squadra di calcio? Abbiamo detto che rappresenta il primo piolo, il primo livello. Ma ineluttabilmente per raggiungere un ottimo – e non buono e non migliore, ma ribadiamo ottimo – SCS che sia competitivo e convincente – non ancora vincente – l’Allenatore abbisogna conoscere ogni aspetto, ma realmente ogni aspetto, della vita calcistica di ciascun Atleta calciatore che compone la sua rosa. Essere riconosciuti o celebrati come campioni di federazioni calcistiche extra italiane, o essere identificati o acclamati come eccellenti recordman del mondo del calcio come il lodare e il pregare un attaccante per le sue numeriche tredici reti stagionali, non indica alcun Valore Dinamico Calcistico (VDC) necessario per sintetizzare una squadra che applica il SCS: l’Allenatore deve necessariamente procurarsi – in base alle sue specifiche necessità e calcisticamente parlando in base ai propri sfizi (intesi come capricci nel voler soddisfare la propria voglia di conoscenze particolari) – ogni dato calcistico individuale, ovvero individuale in rapporto sia alla squadra di appartenenza sia ad altre formazioni storicamente e idealmente comparabili, al fine di ricavarne effettive, complesse e necessariamente funzionali funzioni matematiche e statistiche. Sono i VDC che influenzeranno le scelte dell’Allenatore nella predisposizione di ogni aspetto affinché la squadra applichi un SCS che sia – in una sola parola – vincente. Il terzo gradino da costruire per arrivare al SCS è più stretto, sia perché è più in alto e di conseguenza più rilevante nella piramide SCS, sia perché in esso rientrano poche ma giuste cose: uno) la cadenza e frequenza degli allenamenti debbono incrementarsi necessariamente dalla prima seduta di preparazione precampionato – che deve chiamarsi prima – fino all’ultima seduta di allenamento defaticante posteriore alla partita conclusiva del proprio campionato, che sarà l’ultima e deve chiamarsi – necessariamente – ultima. Non esiste, ed è estremamente negativo, che un allenamento dura cinquanta minuti una volta a settimana, a seguire il successivo allenamento dura solo quarantacinque minuti ma viene svolto due volte a settimana, poi si intensifica il numero di sedute magari tre a settimana per trenta minuti di durata, per arrivare a saltare gli allenamenti avendo assegnato una mezza giornata di riposo o libera uscita alla squadra, magari dopo una vittoria.

Posted on: 05/05/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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Revisione Modulistica (RM)

Gli allenamenti debbono essere programmati e programmatici ed andare in una direzione precisa di progressione qualitativa e quantitativa: aumento di cadenza e frequenza che l’Allenatore deve monitorizzare attraverso specifici VDC: oggi si fanno ventitre minuti netti, cioè si fanno netti ventitre minuti. Punto e basta: questi sono i dettami. Due) l’Allenatore deve adottarsi e ben far adoperare alla squadra strumenti idonei allo Scopo Prefissato da Raggiungere (SPR) in allenamento e in campo. Se nelle sedute di PNLSSS c’è da vedere un video, gli Atleti debbono poter guardare il video in un ambiente idoneo e con caratteristiche che rendono la visione e l’ascolto ottimali: si potrà mai far visionare un filmato e/o diapositive su un televisore da quattordici pollici, seduti sulle panche degli spogliatoi, con indossate le scarpette con i tacchetti in ferro? Se in una seduta di perfezionamento di un modulo ostacolante c’è bisogno di ostacoli seri e realistici, si potrà mai proseguire con paletti in plastica, birilli o cinesini a terra? Se c’è bisogno di monitorizzare l’avanzamento di un intero settore quale l’attacco formato nell’occasione da cinque Atleti calciatori – individuando a più riprese quindi senza interruzioni i tempi cronometrici nello svolgere i movimenti, gli smarcamenti o i passaggi e tiri per consegnare all’Allenatore una tabella con diversi VDC – è mai possibile avere a disposizione un solo cronometro magari ad attivazione a pulsante? Ecco che avere a disposizione mezzi unici, professionali o semi professionali, magari innovativi, funzionali ovvero in quattro parole: che permettono un servizio, tutto diviene energico, movimentato, ed alla fine professionale e professionalizzante; e vivere e/o lavorare in un ambiente altamente professionalizzante fa sempre la differenza. Ma una squadra per essere definita una squadra che concepisce e mette in opera il Sistema Calcistico di Squadra (SCS), ha bisogno fondamentalmente di una ulteriore capacità: Revisione Modulistica (RM) che troviamo al gradino – sempre più stretto ma contemporaneamente più importante degli altri finora studiati – della nostra piramide. Per RM si può intendere uno studio particolare – che si basa su tutti gli aspetti finora visti – di nuove ed entusiasmanti logistiche posizionistiche ovvero dei classici moduli in cui la squadra viene messa in campo. Quattro , quattro, due; quattro, tre, tre; quattro, tre, uno, due e via dicendo – come ben sappiamo – sono fondamentalmente mere attribuzioni di spazi logistici in mezzo al campo, valide per fare confusione e gazzarre. Ottime per i bambini, buone per l’Allenatore uno.zero e per nulla condizionanti al raggiungimento dello status di SCS. La RM si pianifica attraverso tre passi basilari: uno) dinamismo reattivo fisico e mentale degli Atleti calciatori ad adattarsi a nuovi moduli; due) capacità dell’Allenatore di ideare, progettare e porre in atto moduli sostituibili ovvero – in con un altro termine molto più idoneo e vicino alla filosofia del SCS – fondibili nel tempo e nello spazio, quindi in quel precisato momento e in quella determinata sezione del terreno di gioco; tre) la Revisione Modulistica si predispone a tavolino: è una sequenza dinamica e fluida che prende sagoma in campo; davanti agli occhi dell’avversario; sotto gli occhi delle platee; dove si parte con uno statico quattro, quattro, due – od altro – al calcio d’inizio per immediatamente trasformarsi naturalmente e consequenzialmente in altro.

Posted on: 11/05/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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mister nicolino tobia - Revisione Sistemistica Calcistica per l' Allenatore due. zero

COndizionare, VAlorizzare, RElazionare

È la immagine della sequenza del DNA traslata ed adattata al calcio; una poesia imparata a menadito, fluida; dove la seconda punta potrà trovarsi in difesa, oppure dove il difensore centrale potrà spostarsi in area di rigore per porre in atto – attraverso il dinamismo costruito sulla amalgamazione tattico modulistica – lo specifico programma di gioco. Il penultimo gradino fondamentale nella costruzione di un SCS prevede la abrogazione di ogni comunicazione superflua ed inutile in campo non dovuta e/o non programmata o strutturata a priori. L’Allenatore uno.zero permette che in campo si gridi, si bestemmi, si imprechi, si comandi e si parli dove, come, quando e perché ognuno ne ha voglia, così come pure negli spogliatoi. E se l’importanza che questa revisione ha stabilito dare alla comunicazione, ponendola addirittura al secondo posto per interesse dove chi è autorizzato a parlare per impartire specifici strategie o cambi di gioco si conosce preventivamente, viene criticata e disattesa o peggio derisa dall’Allenatore uno.zero, ecco il perché il mondo del calcio è questo, e per colpa loro, tutti possono avvicinarsi e parlare al giudice di gara, gridare contro l’avversario, dare consigli agli altri Atleti calciatori. Ma non c’è un Capitano in Campo? Ma non c’è il portiere in campo, per la gestione del reparto difensivo? Ma non c’è un Allenatore in panchina? Ma non c’è il Direttore Sportivo, generalmente in tribuna ma sempre più spesso seduto in panchina? Non c’è il Presidente, anch’esso generalmente seduto in tribuna? Evidentemente per l’Allenatore uno.zero, è giusto non avere solo queste persone autorizzate a parlare, secondo ciò che devono effettivamente dire: Portiere, Capitano, Allenatore, Direttore Sportivo e/o Presidente. La vetta della piramide è formata dall’ultimo piolo, quello proprio dell’Allenatore due.zero, che è e rimane il punto saldo e di riferimento in una squadra che vuole adottarsi del SCS per vincere e non per entrare in campo giusto per giustificare gli stipendi. Se tutti i passaggi studiati finora sono stati posti in essere in maniera adeguata, ma al vertice abbiamo un Allenatore uno.zero, non si è raggiunto nessuna Revisione Sistematica Calcistica due.zero e la squadra è – e resta – una semplice squadra di calcio, magari della massima serie italiana o straniera, magari vincitrice di una coppa nazionale o meritevole agguantatrice di un posto per tornei europei. L’Allenatore due.zero deve: uno) sviluppare una capacità professionale e professionalizzante univoca, senza fraintendimenti e senza cambi di direzione; due) adeguare il suo sistema calcistico vetusto alle nuove regole caratterizzanti la Soccer Sistematic Review, affrontando seri percorsi didattici individualistici e di gruppo addestranti; tre) affrontare tali esperienze didattiche e educanti, avendo cognizione di trasferire le ultime strategie a nuovi Atleti calciatori; quattro) addentrarsi ad allenare solo e soltanto in un progetto di squadra basata sul SCS, evitando di rimanere intrappolato in vetuste e sorpassate ma perennemente riproposte esperienze calcistiche. La cognizione di una forma mentale pragmatica unitamente a esposizioni tempistiche realmente riscontrabili, sono il biglietto da visita dell’Allenatore due.zero. Così come la personificazione di ogni suo Atleta calciatore, dimostra la inibizione di atteggiamenti discordanti e tende a girare la metodologia verso un meccanismo proiettivo del se potenziato. Soddisfare le esigenze è il suo compito di analisi, rimediando agli ostacoli derivanti da VDC negativi o pessimi ponendosi al fine di una PNLSSS che vada a stimolare le lieve – o profonde – proiezioni di malesseri e malumori, anche temporanei, anche osservabili solo sotto le docce o magari accaduti e mai più ripresentati. Il comportamento spaziale per l’Allenatore due.zero, è il primo passo nella PNLSSS subito seguito dalla individuazione di meccanismi di protezione: il capitano storico vorrà sempre comandare lui; il bomber ( o presunto bomber) chiederà sempre di tirare i calci di rigore, e così via. È importantissimo evitare che si formino gruppi e/o sottogruppi, facendo molta attenzione ad uno o più bastian contrario che possa impedire la implementazione PNLSSS utile a mitigare il Top Dog personale di ogni Atleta calciatore. Tutti i concetti sviluppati in questo studio si rapportano alla equazione generale, singola e fortemente determinante: ogni caratterizzazione è una ideazione, laddove una caratterizzazione non si sfrutta, laddove una ideazione non si sfrutta. Da ciò nasce una nuova ideologia pragmatica, nello spazio-tempo della durata della partita (dal fischio d’inizio, al fischio finale), dove si parla di condizionare una caratterizzazione ma anche di valorizzarla, così come si parla di condizionare e valorizzare una precisa ideazione sufficiente e necessaria al conseguimento dello scopo finale della Portanza Tattica di Spinta. Si “sfrutta” mai un atleta calciatore? Si “sfrutta” mai una indecisione dell’arbitro o del guardalinee? Si “sfrutta” mai una espulsione di un nostro avversario? E più in generale, si “sfrutta” mai un bosco? Si “sfrutta” mai un terreno incolto? Ovvero, ci dobbiamo sempre chiedere: “si sfrutta” un’occasione in qualsiasi aspetto delle vita? Così come un terreno incolto o un bosco non si “sfrutta”; così come una indecisione dell’arbitro o del guardalinee non si “sfrutta”, né si “sfrutta” una espulsione a nostro favore; allo stesso modo è arrogante, ignorante, inadeguata, vetusta, indegna sia a dirsi che ad ascoltarsi, la affermazione di “sfruttare” una qualsiasi occasione e/o cosa possa in un determinato momento esistere e/o verificarsi. Guai all’Allenatore due.zero farsi scappare una affermazione del genere: “ragazzi, dobbiamo sfruttare il nostro uomo in più sulla fascia” oppure “nella prossima partita sfruttiamo i nostri bomber facendoli giocare assieme”. Non si “sfrutta” nulla; l’avere un uomo in più non si “sfrutta”; l’avere due o tre bomber in squadra non si “sfruttano”; non si “sfrutta” l’espulsione dell’allenatore avversario; e quant’altro, e per qualsiasi cosa. Ma si “condiziona” e “valorizza” e si “relaziona” ogni cosa, ogni situazione, ogni aspetto, ogni circostanza ed ogni presente e/o futuro avvenimento. Il fiume va “sfruttato” per ricavarne elettricità? Forse volevasi dire che il fiume va “valorizzato” per ricavarne elettricità; il “bosco” si deve sfruttare per ottenere alcuni posti di lavoro? Forse intendevasi affermare che il bosco va “condizionato” per ricavare posti di lavoro; l’espulsione di un difensore avversario va “sfruttata”? Forse intendiamo asserire che l’espulsione a nostro favore andrebbe “relazionata”.

Posted on: 18/05/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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mister nicolino tobia - Revisione Sistemistica Calcistica per l' Allenatore due. zero

co. va. re. i "fondamentali" del calcio? Si', è possibile.

Un Allenatore uno.zero vetusto nelle metodiche e nel lessico tecnico, usa il verbo “sfruttare”; un Allenatore due.zero – e comunque chiunque si differenzia o desidera o cerca di differenziarsi dalla base – usa assieme i tre verbi individuati: “condizionare”, “valorizzare” e “relazionare”. Qualsiasi occasione si “condiziona”, si “valorizza” e si “relaziona” sempre e comunque nello spazio-tempo. Dire “sfruttiamo il calcio d’angolo” non significa nulla, anzi perde significato e valore nel momento in cui un Allenatore due.zero dice per la stessa occasione “condizioniamo, valorizziamo e relazioniamo il calcio d’angolo”, dove nel periodo espresso si riscontra un codice ben preciso che disciplina e indirizza l’azione auspicata, dove lo scopo diventa il mezzo stesso e viceversa. Condizioniamo il calcio d’angolo, poniamo cioè delle giuste, reali e severe condizioni affinché lo stesso abbia delle regole ben precise di movimenti e di traiettorie, di comportamenti e di tatticismo. Valorizziamo il calcio d’angolo, affinché otteniamo ciò che ci siamo prefissati ottenere, facendo le cose “bene” e non nel “migliore” dei modi. Relazioniamo il calcio d’angolo, nella doppia accezione di verbo: “transitivo” cioè dove per “relazionare” intendiamo “informare” qualcuno, presentandogli un “resoconto” di ciò che abbiamo fatto, stiamo per fare e faremo; “riflessivo” cioè dove per “relazionare” si intenda e si concretizzi il “rapporto” sociale, di amicizia e di lavoro tra Atleti calciatori. Qualsiasi affermazione uno.zero – dal calcio alla politica, dall’ambiente al lavoro, dalla scienza alla scuola, etc. etc. – che si basa sul concetto di “sfruttare” una situazione, deve necessariamente tramutarsi in “condizionare”, “valorizzare” e “relazionare” una situazione. I tre verbi individuati possono essere usati con un acronimo semplice e diretto che oltre a richiamarle nell’ordine, diventa esso stesso un nuovo verbo sostitutivo di “sfruttare”, ovvero: “co.va.re.” dove “covare” – figurativamente – esprime la custodia e la protezione di qualcosa contemporaneamente a qualcosa che si tiene vivo ed acceso, ma è anche l’atto proprio della cova di uccelli ed altri animali ovipari. Sapeste – anzi fateci caso d’ora innanzi – le centinaia di espressioni che l’uomo uno.zero (quindi anche l’Allenatore uno.zero) adopera, utilizzando proprio il verbo “sfruttare”: sfruttiamo vento per fare energia elettrica, sfruttiamo queste tavole per realizzare un tavolo, sfruttiamo l’istituto dell’apprendistato, oppure non abbiamo sfruttato delle chiare occasioni da rete. Invece di dire “non abbiamo sfruttato delle chiare occasioni da rete”, è giusto affermare “non siamo stati in grado di co.va.re. delle chiare occasioni da rete” dove si afferma l’inadeguatezza di saper condizionare il tatticismo e il modulo assieme agli Atleti calciatori stessi, dove si pone l’accento sulla carente valorizzazione di ogni risorsa a nostro uso ed utilizzo, e dove si ammette che non si è stato in grado di relazionare (secondo quanto prima esposto nel doppio significato assegnato al verbo) e relazionarsi. Perché non saper co.va.re (condizionare, valorizzare, relazionare) una chiara occasione da rete, equivale a non sapere fare l’Allenatore. Fatto questo excursus – ciò ci è necessario laddove d’ora innanzi useremo detto acronimo, e dove ogni volta gli imputiamo i valori esposti – l’Allenatore due.zero deve co.va.re. la Visione Tattico Unitaria commisurandola all’Ambiente e ambientazione (Aa) per un buon cinquanta percento, Lavori e lavorazione (Ll) per un ulteriore trenta percento, ed alla Pressa e pressione (Pp) per il restante venti percento, in base a quanto abbiamo esposto circa queste caratterizzazioni unitarie implementate, e necessarie, al raggiungimento dello status di SCS. La sfida innovativa e notevole dell’Allenatore due.zero, che non è stata mai manco presa in considerazione dall’Allenatore uno.zero, è oggi anche il co.va.re. il bagaglio personale dei c.d. fondamentali di ciascun Atleta calciatore. Si è ritenuto, erroneamente, e lo si ritiene ancora oggi che il bagaglio dei fondamentali è quello, resta quello e non può essere modificato, migliorato, potenziato, sviluppato, aumentato. Giusto, anzi esatto! I c.d. fondamentali non possono essere modificati, migliorati, potenziati, sviluppati ed aumentati perché possono essere solo e solamente fatti co.va.re. – cioè condizionati, valorizzati e relazionati – dall’Allenatore e dall’Atleta calciatore o più Atleti calciatori in questione. Se in un centrocampo a cinque il palleggio risulta scadente sotto l’aspetto della media aritmetica dei singoli fondamentali, ne risente tutto il reparto e di conseguenza ogni reparto; ma l’Allenatore due.zero deve co.va.re. detti aspetti al fine di aumentare immediatamente (Aumento Immediato) la risposta richiesta nel brevissimo periodo, migliorarla progressivamente (Miglioramento Progressivo) nel breve periodo e sostanzialmente mantenerla (Mantenimento) nel lungo periodo. Attraverso dapprima l’azione e la causa del co.va.re., e successivamente in seguito alla risultanza e al successo del co.va.re. si ottengono continuativi risultati in qualsiasi e su qualsiasi attribuzioni all’interno dello SCS ed in particolare, in quanto è il goal lo scopo finale di ogni attività, all’interno della Zona Virtuale di Unione. Si condiziona ogni aspetto del tatticismo e della personalità dell’Atleta calciatore, e quest’ultima azione si fa come abbiamo detto attraverso una giusta PNLSSS; si valorizzano le circostanze e gli scenari passati, attuali e previsti (futuro; e fino al fischio finale dal parte del direttore di gioco) rapportandoli con giusta statistica – come abbiamo detto – derivante da un Valore Dinamico Calcistico (VDC); si relaziona l’attività in rapporto degli altri attori e in rapporto alle informazioni da corrispondere: null’altro è richiesto ad un Allenatore due.zero nell’esercizio delle proprie funzioni. Tutto ciò che si pensa, si programma, si progetta, si pone in atto, si sviluppa, si ottimizza e si monitora, si dice, si fa intendere, va ad incidere ed a mutare l’Aumento Immediato, il Miglioramento Progressivo e il Mantenimento di ogni risposta richiesta ed ottenuta, sia positivamente sia negativamente. L’Allenatore due.zero che si basa sui princìpi del “co.va.re una situazione” e non su quelli dello “sfruttare una situazione”, ottiene ora affianco alla già conseguita capacità organizzativa e strutturale, una capacità logistica interpretativa di controllo della situazione, in altre e concise parole o meglio in quattro sole parole: sa quello che fa. L’impegno dell’Allenatore due.zero si differenzia tantissimo dall’impegno di un suo collega uno.zero, allorquando si possano mai accostare o minimamente solo confrontare tra di loro.

Posted on: 22/05/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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mister nicolino tobia - Revisione Sistemistica Calcistica per l' Allenatore due. zero

Responsabilità Ruolistiche (RR)

Caratteristica dell’Allenatore due.zero è l’attivare un impegno elargito unicamente alla evoluzione e rivoluzione della sua idea calcistica, cosa che non farebbe – come in effetti non fa – l’Allenatore uno.zero il cui impegno in termini di concretezza si basa e si dispone verso mera e statica preparazione di una gara. Chi fa le cose per evolvere la propria idea calcistica, è davanti anni luce su chi fa le cose per predisporre la migliore squadra da far scendere in campo. Già si è accennato alla differenza tra il fare una cosa “bene”, ed il fare una cosa nel “migliore” dei modi: una cosa fatta “bene” – qualunque essa sia – nasce “bene”, si sviluppa “bene” e termina (cioè si concretizza in frutti) “bene”, mentre una cosa fatta nel “migliore” dei modi può apparire che sia fatta “bene”, può ingannare laddove si nota uno sviluppo che sembra essere fatto “bene”. Ma alla fine della fiera, una cosa – qualsiasi cosa – fatta nel “migliore” dei modi è, e resta, una cosa fatta nel “migliore” dei modi, dove di una cosa fatta “bene” non ha visto, non vede e non vedrà nemmeno l’ombra. Ogni azione interpretata, secondo i princìpi qui letti, da un Allenatore due.zero gli permettono di mettere in atto e di lavorare sulla fondamentale consapevolezza di star facendo il proprio lavoro “bene”. Le sedute di allenamento si fanno “bene”: è inutile dotarsi di tecnologia e poi fare le cose come capitano, nel migliore dei modi. Così come “bene” si organizzano i cambi sequenziali da adottarsi, per determinate programmazioni di gare, laddove non intervengano situazioni mutanti la specificità tattica prevista che obbligano a cambiare la programmazione della nostra gara. Ma se l’Allenatore due.zero ha fatto le cose “bene”, laddove rimane inavvertitamente con nove Atleti calciatori in campo per doppia espulsione immediata, avrà dalla sua parte la giusta preparazione dei suoi Atleti calciatori che sapranno porre in atto contromisure analizzate e studiate preventivamente. I tatticismi esasperati debbono essere ricondotti a Modulazioni Settoriali, dove è fatto obbligo affermare e difendere un principio indeclinabile che deve regnare in campo: i vari settori hanno movimenti semplici e complessi, complicati e interlacciati che si animano e prendono le forme più svariate; ma tali settori non hanno ancora una coscienza collettiva, che deriva dalla assegnazione – come già detto – delle Responsabilità Ruolistiche (RR). Sono le RR che determinano ed assegnano una coscienza collettiva che fa divenire una squadra qualsiasi, una squadra adottante un reale Sistema Calcistico di Squadra (SCS). Le Modulazioni Settoriali rappresentano l’evoluzione di un modulo uno.zero, laddove si intenda (si voglia intendere “bene”) e si concretizza (si voglia concretizzare “bene”) la posa in atto e la trasformazione con idoneo adattamento di un modulo, in un settore specifico che è di conseguenza una porzione stabilita di campo. Si prende un vecchio modulo, tanto caro agli Allenatori uno.zero, e si modifica trasformandolo in una Modulazione Settoriale, dove per la giusta e definitiva illustrazione possiamo affermare che: un modulo tattico difensivo con due Atleti calciatori centrali immutabile, si trasforma in una Modulazione Settoriale con quello che abbiamo visto precedentemente ovvero con l’opera preventiva della trasformazione dei singoli Standard Soccer Top Dog (SSTD) – attraverso la Programmazione Neuro Linguistica Soccer Side by Side (PNLSSS) – che dia la concreta libertà d’azione ad ogni Atleta calciatore.

Posted on: 04/06/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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mister nicolino tobia - Revisione Sistemistica Calcistica per l' Allenatore due. zero

Lo scopo della Revisione Sistematica Calcistica due.zero

Quando ogni singolo Atleta calciatore recepisce “bene” la strategia dell’Allenatore due.zero, mette in atto le Modulazioni Settoriali che portano alla riuscita dell’SPR, sempre. Tatticismo quale e come: manovre accorte, studi e posa in atto di espedienti, uso di informative e di informazioni classificate stanno all’Allenatore uno.zero come la Revisione Sistematica Calcistica sta all’Allenatore due.zero. In questo trattato ci stiamo occupando, ma anche preoccupando, della mera trasmissione dei concetti di base e degli amminoacidi essenziali (da qui il sottotitolo intro.duzione) che compongono, sviluppano, modificano e consegnano un Allenatore due.zero capace di proporsi al ad un nuovo SCS. Stiamo analizzando – in semplicistica intro.duzione – il mondo della Revisione Sistematica Calcistica due.zero quale unica alternativa ad un calcio uno.zero che appartiene alla vecchia scuola di Allenatori, e che continua a presentare squadre identiche e precise in tutto e per tutto: sia l’ultima Virtus di una Terza Categoria della F.I.G.C. italiana v/s una prima Atletico iscritta in un campionato europeo, stiamo di fronte a due squadre che mettono in scena una partita di calcio dove ventidue giocatori rincorrono un pallone e cercano di tirarlo in direzione della porta, auspicando (o forse anche solo sognando) di fare goal… pari a quello che farebbero ventidue foche ammaestrate in acqua. Lo scopo della Revisione Sistematica Calcistica due.zero è quella di offrire agli Allenatori, agli Atleti calciatori, ai presidenti, ai dirigenti, ai tifosi, agli spettatori, agli addetti del settore tutti, una nuova forma mentis, quindi una preparazione adeguata, quindi del potenziale idoneo per una squadra vincente. Tutto il sistema della Revisione Sistematica Calcistica per l’Allenatore due.zero ha una impostazione ben definita che affronteremo in maniera molto critica e particolareggiata, nei prossimi libri, dove presenteremo e svilupperemo i seguenti punti: uno) di partenza; due) di incremento, di modificazione, di ampliamento, di posa in atto, di revisione e 3) di conservazione.

Posted on: 15/06/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati

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mister nicolino tobia - Revisione Sistemistica Calcistica per l' Allenatore due. zero

Grazie per la lettura!

Con questo primo libro "Revisione Sistemistica Calcistica per l'Allenatore 2.0" hai potuto "costruirti" le "basi" conoscitive necessarie per affrontare i successivi 6 libri della collana "Mister due.zero", unici nel suo genere per veri Allenatori 2.0! Presto cominceremo con la "Preparazione 2.0" (molto richiesta, in vista della imminente preparazione pre-stagionale), al fine di poter affrontare con maggiore efficacia ed efficienza il proprio campionato di appartenenza nella prossima stagione calcistica 2015/2016.

Posted on: 15/06/2015 - Autore: mister nicolino tobia - Prima edizione: dicembre 2014 - © Tutti i Diritti sono riservati